La maratona sotto le 2 ore del 6 maggio (2017) e il miglio sotto i 4 minuti del 6 maggio (1954)

Sabato mattina all’autodromo di Monza andrà in scena lo sponsorizzatissimo tentativo di correre la maratona sotto le 2 ore. Cioè di abbassare l’attuale record di quasi tre minuti. Per ora il limite umano è il 2h02’57” realizzato da Denis Kimetto tre anni fa a Berlino, sul percorso più adatto al mondo. Per trovare un primato di tre minuti più lento, bisogna risalire al 1998, 16 anni prima (2h06’05” di Rolando Da Costa). A sua volta, per salire di altri tre minuti bisogna fare un salto di ben 31 anni, al 1967 (2h’09”37 di Derek Clayton).

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Gli sponsorizzatissimi atleti che proveranno a fare qualcosa che pare inumano sono tre. Eliud Kipchoge, campione olimpico e con un personale di 2h03’05” ottenuto a Londra nel 2016; Zersenay Tadese, primatista del mondo di mezza maratona (58’23”, Lisbona, 2010); Lelisa Desisa, 2h04’45” all’esordio in maratona a Dubai nel 2013, due vittorie a Boston, 59’30” sulla mezza. I tre si allenano insieme da tempo e già hanno fatto un test “incoraggiante” sulla mezza maratona, scendendo sotto l’ora. Ci lavorano da qualche mese. E pensare che Sammy Wanjiru, campione olimpico di Pechino, nel 2009 si era dato 9 anni di tempo. “Entro il 2018 abbatterò il muro delle 2 ore”, aveva dichiarato. Due anni dopo un muro, quello del balcone di casa, lo aveva visto cadere dopo una lite con la moglie e non rialzarsi più.

Chissà se sarebbe stato così prudente nelle dichiarazioni, se avesse saputo delle condizioni in cui, il 6 maggio 2017, altri tre atleti ci avrebbero provato. Pista liscia, praticamente senza alcun ostacolo. Non è una gara (e infatti il primato non sarà omologato). Un’automobile davanti a riparare dal vento e a fare da lepre. Partenza alle 5.45, sperando di trovare il clima più adatto. Scarpe con una soletta ricurva in fibra di carbonio che, aumentando la restituzione della forza elastica dal terreno e l’energia risparmiata, assicurerebbe un guadagno del 4% nella prestazione.

Sì, è qualcosa di inumano. Prima o poi nascerà qualche umano in grado di correre la maratona breaking-2-project-nike-runners-world_dii7813in 1h59’59”, forse è già nato. Ma non in questo modo, per favore. Non nei giorni in cui la IAAF vuole cancellare i record effettuati prima del 2005 perché alcuni di loro non sono considerati battibili. Tiferemo per il fallimento del tentativo.

Saremo anche nostalgici (un po’ è vero), ma preferiamo la storia dell’abbattimento del muro dei 4 minuti sul miglio (1609 metri). L’unico paragonabile per suggestione, forse insieme a quello dei 10 secondi nei 100 metri, a quello delle 2 ore in maratona. Anche quel giorno era il 6 maggio, ma nel 1954. Chissà se il supersponsor ha calcolato la coincidenza. Anche quel giorno, a Oxford, correvano in tre. Ma era a tutti gli effetti un tentativo di gruppo. Chris Chataway e Chris Brasher avevano da tempo lavorato insieme a Roger Bannister, primatista britannico ma uscito senza medaglie dai Giochi di Helsinki, per essere le lepri migliori possibili e portarlo al successo. Oxford era casa di Bannister, brillante studente di medicina.

Ma la storia di questo record è particolare perché non solo è un tentativo di squadra, i tre erano molto amici e anche per questo Chataway e Brasher (inventore della maratona di Londra, abbiamo raccontato la sua storia su Olimpiche) provarono con tutte le loro forze a portare Bannister nelle condizioni migliori per sprintare all’ultimo giro. E’ anche una sfida uomo contro uomo. In quei giorni, infatti, l’australiano John Landy dichiara di voler raggiungere lo stesso obiettivo. Il primo uomo a scendere sotto i 4 minuti però è Roger Bannister e il 6 maggio 1954 anche la seduta della Camera dei Comuni s’interrompe alla notizia. 3’59”4. Roger, invece, quella sera stessa, dopo due ore di riposo, effettua la guardia di notte al St. Mary’s Hospital.

Il 21 giugno Landy lo batte: 3’58”. Il muro bisogna batterlo soprattutto nella testa e probabilmente Bannister, dicendo al mondo che il limite di 4 minuti era superabile, è come se lo avesse detto anche a Landy. I due si ritrovano quindi a Vancouver il 7 agosto per sfidarsi sulla stessa pista, in occasione dei Giochi del Commonwealth. Niente record, ma vince Bannister, che tre settimane dopo sarà campione d’Europa. Si ritirerà a 25 anni per diventare un neurologo. Chissà quanti altri muri avrà abbattuto e in quante teste.

2 thoughts on “La maratona sotto le 2 ore del 6 maggio (2017) e il miglio sotto i 4 minuti del 6 maggio (1954)

  1. Simone

    Sottoscrivo. Farò anch’io il tifo perché questa pagliacciata non abbia successo. Perché tutto ma proprio tutto di questa presunta impresa è vietato dai regolamenti che noi comuni podisti dobbiamo rispettare. Sarebbe come giustificare una forma di doping

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