La corsa alla Casa Bianca – Presidenti americani che corrono / 5-Theodore Roosevelt

9780756549251Il dubbio viene leggendo “The Bully Pulpit”, il libro di Doris Kearsn Goodwin dedicato ai presidenti Theodore Roosevelt e William Howard Taft, in particolar modo al loro rapporto con i giornalisti. E se il vero inventore del “jogging” fosse un presidente americano? «Roosevelt – si legge a pagina 134 – riusciva a non lavorare almeno 4 o 5 pomeriggi a settimana, per dedicarsi a partite di tennis o per fare jogging attraverso Rock Creek Park». Jogging? Circa 70 anni prima che Bill Bowerman e proprio un giornalista, Jimmy F. Fixx, introducessero non solo il termine, ma anche il concetto di correre per star bene? Strano, come minimo. Da approfondire, sicuramente. Lo facciamo anche da qui, dove proprio attraverso le storie di Bill Clinton, Jimmy Carter e George W. Bush abbiamo distinto tra runner e jogger…

Ci ha pensato Peter Sagal, maratoneta da 3h20′ e collaboratore della rivista “Runner’s world”, 02up-roosevelt-blog427dedicata proprio a runners, jogger e podisti di qualsiasi forma e definizione. Lo ha chiesto direttamente a Goodwin, l’autore del libro. «In realtà – ha risposto – non so cosa si possa intendere esattamente con “jog”. Roosevelt da giovane correva almeno tre o quattro miglia al giorno ad Harvard. Riguardo alla sua attività da presidente a Rock Creek Park, forse il termine più esatto sarebbe “trekking”. Ma le sue non erano proprio delle tranquille passeggiate in montagna».

La storia in effetti è diventata parte della immensa leggenda che avvolge la figura di Roosevelt. L’episodio che si tramanda è legato alla visita dell’ambasciatore francese Jean Jules Jusserand, che accettò incautamente l’invito del presidente a “fare una passeggiata” insieme. Lui si presentò con un abito elegante, guanti e un cappello di seta, come per fare due passi nel Jardin des Tuileries o negli Champs Élysées. Aveva capito male. Roosevelt aveva in mente una gita attraverso Rock Creek Park, a modo suo. Si parte da un punto, si arriva a un altro, senza deviazioni né soste e chi non ce la fa resta indietro. La passeggiata diventa una “maratona di cross country”, riferiscono altre fonti. Il presidente corre sempre più forte, salta tronchi, lascia indietro tutti, compreso il povero Jusserand. Che nelle sue memorie racconta: «Quando vidi un torrente, pensai che ci saremmo presi una pausa. Invece vidi il presidente iniziare a spogliarsi. “Così i nostri vestiti non si rovineranno”. E capii che la tortura non era finita, avremmo dovuto iniziare a nuotare». Anche lui si spogliò, togliendosi tutto tranne i guanti. Di fronte allo sguardo inorridito di Roosevelt, non si scompose: «Col vostro permesso, signor presidente, io terrò i guanti. Anche se la cosa dovesse rivelarsi imbarazzante qualora dovessimo incontrare delle signore». E iniziarono a nuotare. Ci fosse stata una bicicletta nei pressi, Roosevelt sarebbe potuto passare anche come l’inventore del triathlon.

puck2Theodore Roosevelt vinse anche a tennis, contro il povero Jusserand. Ed effettivamente nel corso del suo mandato provò a diffondere l’importanza dell’esercizio fisico per il miglioramento delle persone. Forse perché da ragazzo era stato deboluccio, asmatico e vittima di bullismo da parte dei compagni di scuola e aveva iniziato ad allenarsi sotto la guida di un ex pugile. «Theodore ha la mente – diceva il padre – ma non ha il corpo. E senza l’aiuto del corpo, la mente non va lontano». Con mente e corpo, è diventato presidente degli Stati Uniti. Di corsa, come fanno tanti podisti oggi vicino a Washington DC nella “Theodore Roosevelt Island”. Un percorso di 3.2 miglia perfetto per allenarsi. Consigliati per ambasciatori francesi presso gli Stati Uniti. Non si sa mai.

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